Dov’è che eravamo arrivati con le mie storie sui cartelli stradali? Ci sarebbe da raccontare quella di Via Von W. Goethe e quella di Via Michelangelo da C., ma lasciamole per un’altra volta.
Adesso sono reduce da una riunione nell’aula 16 di Caniana e mi vien da pensare che forse qualcuno dei miei venticinque lettori (esagera!) non ne conosce l’ubicazione.
Credendo di sapere dove si trova, al pian terreno prendo a destra, diretto verso le scale viola. Appena prima di arrivarci, sul pilastro delle macchinette del caffè un cartello mi fa girare i tacchi – di lì si arriva solo alla 15. Eccolo.
Se non è da questa parte, sarà dall’altra, mi dico, guidato dalla adamantina razionalità di chi ha passato la giovinezza chino su libri di matematica.
Dall’altra parte trovo un cartello altrettanto chiaro. Eccolo.
Dunque, l’aula 16 non sta né a destra, né a sinistra. Starà in mezzo, come mi suggeriscono le sedimentazioni dei bei tempi andati.
E in mezzo trovo una segnalazione riassuntiva. Eccola.
Ovvero, se non stava di là e non stava di qua, non sta né di qua né di là. Quando si dice la logica.
Per chi fosse proprio proprio interessato, è al secondo piano, accanto all’aula 15.






