Don Milani e la regola del fondoschiena

12 agosto 2009

C’è una famosa frase di don Lorenzo Milani che dice “Chiameremo culo il culo, quando occorre, non una volta di più né una di meno, come tutte le altre parole del vocabolario, senza borghesi distinzioni; scorrette sono solo le parole inutili e false”.
Io aderisco al proposito, ma il mio vocabolario forgiato dalle suore dell’asilo stenta ad adeguarsi e anche nei casi di necessità cerco qualche edulcorato giro di parole per aggirare l’ostacolo. Fortunatamente il copia e incolla non mi fa sentire in stato di peccato.
Ma mi è capitata una curiosa avventura tecnologica al proposito, il cui racconto potrebbe servire a chi si trovasse in situazioni analoghe, per risparmiare ore di debugging.
Smanettando un po’ nei sorgenti di questo blog, peraltro installato in un baleno grazie alla preziosissima guida di bsbeta (http://bsbeta.wordpress.com/2008/11/30/installare-wordpress-su-un-sito-tophost), ho visto che fa uso di un noto script, che si chiama scriptaculous.js (Copyright © Thomas Fuchs http://script.aculo.us, http://mir.aculo.us).
Per alcuni progetti del dipartimento ci è capitato di sfruttarlo, va benone. Ma ci è successo un guaio una volta che l’abbiamo installato presso una pubblica amministrazione, per la quale avevamo sviluppato un piccolo sito dinamico. Siamo arrivati all’installazione dopo aver testato il sistema in mille maniere, su macchine di ogni tipo, schermi di dimensioni le più varie, usando tanti di quei navigatori web diversi che neanche riuscirei a elencarli e che poi non usa nessuno (io faccio test anche con Netscape, per dirne una; o con Orca, Konqueror, Avant: mai usati? Magari Konqueror sì, dai).
Insomma, lo installiamo e va ovunque, tranne che negli uffici della committenza.
Il problema: hanno un filtro che impedisce lo scaricamento di documenti che contengano certe parole chiave un po’ osé. E così come in passato non erano riusciti a scaricare una innocente pagina contenuta in un file denominato cuCULO.htm, neppure potevano usare il file scriptaCULOus.js, che abbiamo dovuto ridenominare per farlo funzionare.
Dunque, contravvenendo la regola di don Milani, intitolo questo post “con dolcezza” (come avrebbe detto il papà dell’ex segretaria di stato americana), per evitare che, finendo nella ridenominazione dell’URL qualche parola “forte”, lo renda illeggibile a qualche amico.

Ergonomia minima

9 agosto 2009

A proposito di usabilità e Mac, dato che Giuseppe mi sollecita, diciamo qualcosa in controtendenza rispetto alle solite lodi all’interfaccia Apple.
Sono un utente “intermittente” del Mac e ci sono aspetti dell’interfaccia che proprio non riesco a mandare giù.
Uno riguarda i nomi dei tasti: tutte le volte che ho bisogno di sapere quale combinazione da tastiera permette di fare qualche cosa, mi scontro con il fatto che il manuale mi indica i tasti “opzioni” e ”comando” e io non mi ricordo mai a che cosa corrispondono sulla tastiera. Per i non macintoshiani, dirò che corrispondono a tasti sui quali sono riportati rispettivamente i simboli ⌥  e ⌘.
A me che non uso sempre il Mac torna difficile ricordarmi quella corrispondenza (facendo un giro di Google scopro che non sono l’unico). Fra l’altro, sugli stessi tasti sta riportato anche, rispettivamente, alt e il logo Apple, per cui non vedo perché non li si dovrebbe chiamare così, invece di obbligare gli utenti a uno sforzo mnemonico. Cent’anni di macchina per scrivere ci hanno fatto metabolizzare i tasti tab e shift, che pure di solito hanno icone mnemonicamente più facili dei due tasti incriminati e a volte addirittura la scritta; trent’anni di Apple non mi pare che abbiano imposto con altrettanta forza l’associazione mela – comando.

Non dice forse Nielsen che un sistema è usabile se non devo sforzarmi per impararne e ricordarne i comandi?

Antonio Scurati senza penna

8 agosto 2009

Ho sentito parlare a Radio 3 di Antonio Scurati da parte di uno che non l’aveva tanto in simpatia.

Per controbilanciare (Radio 3?), racconto un aneddoto simpatico.

Siamo capitati una volta in commissione tesi uno accanto all’altro e si trattava di firmare il verbale.

Gli passo il registro e la mia penna stilografica, la guarda stranito e mi chiede se non ho una biro, perché trova faticoso usarla; gli dico che sono un tipo all’antica, lui risponde che non ci sono più gli scrittori di una volta.

Windows 7 e la scelta del browser

7 agosto 2009

Heri dicebam che non sempre i migliori la spuntano.
Dopo anni di liti, ora pare (Wall Street Journal) che Microsoft abbia definito che il nuovo Windows 7 verrà proposto agli utenti con una schermata di scelta del browser (ballot screen), che permetterà di scegliere fra i navigatori più popolari. Questo almeno in Europa, per evitare nuove sanzioni.
Dunque, niente più Internet Explorer coatto, ma un ventaglio di opzioni.
Era ora. Peccato che nel frattempo Netscape ci abbia rimesso le penne.
Attualmente in Europa le statistiche di statcounter.com danno IE intorno al 50%, Firefox un po’ sotto il 40%, Opera al 7% (mah?!), Safari a 2,5% e Chrome verso il 2%.
Personalmente in questo periodo uso Safari su Mac e Chrome su PC.

Statistiche:
http://gs.statcounter.com/#browser-eu-daily-20080701-20090806-bar
http://www.w3counter.com/globalstats.php

Steroidi e stracchinella

6 agosto 2009

“Me ne vado un po’ in vacanza, farò dieci giorni di cura sportiva perché con il cortisone che ho preso [per i dolori al collo] devo smaltire un pò di peso [...] poi mi sposto [...] a Villa La Certosa”
Io, dopo un mese di discopatia e cortisone, questa settimana ho cominciato fisioterapia e ginnastica vertebrale, la settimana prossima, se riesco a sedermi in macchina, mi faccio portare al mare a casa di mia suocera, che si chiama Invernizzi.
Due vite parallele.

Non praevalebunt

5 agosto 2009

Santa Alleanza fra Microsoft e Yahoo! per contrastare Google. Che ne sarà?
A parte le perplessità che dovrà fugare l’antitrust, speriamo in bene: dovesse nascere qualcosa di buono, meglio di Google, sarebbe il benvenuto.
Ipotesi peggiore, una soluzione commerciale che limita le possibilità di sviluppo di Google, niente di nuovo e buono per gli utenti, che alla fine ci perdono.
Il mondo della tecnologia è pieno di esempi di soluzioni di secondo piano che prevalgono su quelle migliori. Diceva Yeats: Ai migliori manca ogni convinzione, mentre i peggiori sono pieni di appassionata intensità.
Nell’attesa, il sito http://blindsearch.fejus.com propone una blind search parallela su Google, Yahoo! e Bing, restituendo tre liste di risultati in forma anonima, nel senso che l’utente non sa quale sia la corrispondenza delle tre colonne di risultati che gli appaiono con i tre motori ed è invitato a esaminarli e scegliere quelli che ritiene più adeguati per le sue esigenze di ricerca; una volta che l’utente ha scelto, il mistero dell’attribuzione alle tre sorgenti informative viene svelato.
Da provare.

L’ultimo venuto nel mondo dei blog

4 agosto 2009

Ho appena scritto un paragrafo sul Web 2.0 per un libro che uscirà a breve (sperem) e sono stato rimproverato da chi l’ha letto in anteprima perché ho liquidato il blog in poche righe.
Mai avuto simpatia.
Per fare ammenda, provo ad attivarne uno io, anche se non so che dire e non immagino chi possa leggerlo.
Ma magari se venderemo un milione di copie del libro e ci chiederanno una seconda edizione, per allora sarò pronto a scrivere qualcosa di più.
O a tagliare addirittura il paragrafo.