Archive for the ‘Internet’ Category

Microsoft pagherà 245 euro

martedì, febbraio 1st, 2011

È ormai la terza volta dall’inizio dell’anno che ricevo la mail che dice che

“Ad ogni persona che invierà questo messaggio, Microsoft pagherà 245 euro Per ogni persona a cui avete inviato questo messaggio e che lo invierà ad altre persone, Microsoft vi pagherà 243 euro. Per la terza persona che lo riceverà, Microsoft vi pagherà 241 euro. Fra due settimane, Microsoft vi contatterà per la Conferma del vostro Indirizzo Postale e vi invierà un assegno.”

Bufalo al galoppoBasterebbe prendere una frase dal messaggio e metterla in un motore di ricerca per scoprire che si tratta di una  bufala che gira dallo scorso millennio, non sarà ora di fermarla?
Il sito di Paolo Attivissimo per queste cose è una miniera di informazioni.

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lunedì, gennaio 24th, 2011

Potrei scrivere un libro sulle interrogazioni ai motori di ricerca con cui gli utenti arrivano ai miei siti (me le ritrovo grazie ai programmi di statistica).
E magari qualche giorno lo scriverò.
Oggi riporto qui l’ultima che ho visto, avendola trovata particolarmente stimolante: “esercizi stimolanti con word“.
Che cosa avrà avuto in mente il nostro amico utente? avrà soddisfatto il suo desiderio?
Già che ci siamo, non resisto alla tentazione di una variazione sul tema di Excel:

  • come si fanno le percentuali con exel
  • imparare a fare grafici a torta con exelle
  • esercitazioni excell
  • calcolo consumi acqua excels
  • come si scrive una formula in excelles

Richard Stallman: fotografie a Bergamo, 21 dicembre 2010

mercoledì, dicembre 29th, 2010

e insomma Richard Stallman è arrivato e pure in orario, a dispetto di quello che si era voluto supporre leggendo nel programma che l’orario d’inizio era indicativo

era proprio lui, direi, ha parlato di quello che ci si poteva aspettare, nei termini radicali che ci si poteva aspettare, in un inglese lento e comprensibile che mai mi sarei aspettato; spiritosamente polemico, senza trascendere; solo un po’ scorbutico in qualche risposta al pubblico, chissà, magari ne aveva ben donde, non riuscivo a sentire le domande

c’era tanta gente – quanta? più di cento persone a occhio; nota personale, stavolta ero abbastanza mimetizzato, non come quando sono andato a un convegno di applisti ed ero l’unico in giacca e cravatta, gli altri tutti in jeans e girocollo nero stevejobsiano (io là a parlare di Podcast Generator, ossia di free software, gli altri tutti gadgettizzati Apple, quando si dice l’abito…)

certo, Stallman era scalzo…

metto qui qualche foto (fatte da me, di pubblico dominio – public domain pictures): lui che parla con Andrea Magiatordi, che si è aggiudicato a nome del BGLUG lo GNU di peluche messo all’asta; sempre lui che firma lo GNU; e che autografa anche un PC portatile

Richard Stallman e Andrea Mangiatordi a Bergamo, dicembre 2010

Richard Stallman e Andrea Mangiatordi a Bergamo, dicembre 2010

Richard Stallman a Bergamo, mentre autografa uno GNU di peluche

Richard Stallman mentre autografa uno GNU di peluche

Richard Stallman a Bergamo, mentre autografa il PC portatile di un fan

Richard Stallman mentre autografa il PC portatile di un fan

post sciptum: non c’è qualche anima pia che vuole riscrivere la voce su Stallman nella Wikipedia italiana? (“Alla fine del suo primo anno nel programma di laurea, Stallman si procurò una ferita al ginocchio che pose fine alla sua più grande gioia: la partecipazione ai balli folk internazionali. La disperazione che ne derivò culminò in un ritiro dalla vita sociale, ma trovò conforto in un’intensa concentrazione nel campo in cui i suoi risultati lo rendevano fiero: la programmazione.”)

Adolescenti su Facebook, due più due non fa sempre quattro

giovedì, settembre 30th, 2010

Copertina libro di Marco Lazzari e Marcella JaconoDunque, succede che il nostro lavoro sulla comunicazione degli adolescenti, Facebook, MSN eccetera è stato citato da Tu Style, settimanale femminile del Presidente Berlusconi (!).

In simili momenti di kudos mi torna sempre in mente il Sommo Poeta quando dice “I don’t want to achieve immortality through my work… I want to achieve it by not dying” (in originale perché non la so rendere in italiano in maniera sufficientemente efficace).

E però dice l’articolo:

“Secondo una ricerca appena uscita, a cura di Marco Lazzari, Alessandra De Fiori e Marcella Jacono Quarantino (Adolescenti tra piazze reali e piazze virtuali) l’86% dei ragazzi ha dato appuntamento a persone conosciute attraverso un social network”.

Giorno dopo giorno io mi rendo conto di perdere la memoria, ma una cifra del genere mi sorprende.

L’86%?! Guarda che è tanto, eh?

Controllando le nostre cifre scopro che scrivevamo: “il 47% dei frequenti e il 39% degli intermittenti asseriscono di essersi incontrati almeno una volta con persone conosciute online”

A parte che online non vuol dire necessariamente in un social network, ma ecco allora da dove viene l’86%: 47+39=86. Peccato che frequenti e intermittenti siano insiemi disgiunti.

Allora, tutti quelli che piombano qui pilotati da Google alla ricerca del calcolo delle percentuali (parte prima e parte seconda), si ricordino che i numeri sono oggetti da trattare con cautela (e rispetto).

[ comunque, grazie ]

Il campo Bcc (blind carbon copy), questo sconosciuto

sabato, agosto 28th, 2010

Scrivevo in Informatica umanistica:

“Il campo Bcc: (tradotto in italiano con Ccn – Copia carbone nascosta) viene anche sfruttato per impedire che ciascuno dei destinatari in esso contenuti venga a conoscere l’indirizzo degli altri o, se vogliamo, che l’indirizzo di ciascuno venga conosciuto da tutti gli altri: si tratta in questo caso di una politica di gestione dell’indirizzario volta a proteggere la privacy dei destinatari (o, vista dalla parte degli interessi del mittente, volta a tutelare il valore economico del suo indirizzario).”

Come tutti, ricevo molti messaggi di posta che mi sollecitano ad aderire a qualche nobile causa o compiere qualche opera buona e a far circolare il messaggio fra i miei amici; catene di Sant’Antonio che magari mi arrivano con allegato qualche Power Point di dolcissimi cagnolini abbandonati sulle autostrade, di gattini bonsai miniaturizzati vivi dentro a una bottiglia, di poveri fanciulli denutriti, di paradisi perduti o in via di sparizione, di teneri Giacomini sedotti e abbandonati.

Io forse ne ricevo più di altri, perché molti dei miei diecimila ex studenti mi hanno inserito nel novero dei paladini buoni per tutte le stagioni.

Se devo essere sincero, di solito butto senza neanche leggere: è assodato che nella maggioranza dei casi si tratta di bufale (controllare per esempio il sito antibufala di Paolo Attivissimo). E verificarne l’attendibilità mi costerebbe energie che preferisco convogliare verso nobili cause di mia scelta.

In ogni caso, messaggi del genere sono inevitabili. Quello che più che altro mi disturba, però, non è il contenuto, quanto la forma: di solito il messaggio è indirizzato a una lunga lista di destinatari, dei quali riesco a vedere l’indirizzo di mail. Dunque, altrettanto faranno loro con il mio.

Qual è il problema? Mi spiego: il mio indirizzo di mail è strapubblico e quindi chiunque lo può trovare in rete per poi scrivermi lettere anonime (vero?..) o propormi prodotti e servizi. Perciò, anche se aggiungi il mio indirizzo alla tua lista con la quale stai per diffondere la tua nobilissima causa, pazienza.

Però magari la tua amica Maria Rossi, con la quale sei in corrispondenza, non ha piacere che tutti conoscano il suo indirizzo. Magari semplicemente non ha piacere che capiscano che tu conosci il suo indirizzo (sei un tipo poco raccomandabile?).

Allora, falle questo piacere: invece di mettere la lunga lista di destinatari del tuo messaggio nel campo “To:” della mail (o, se il tuo programma di posta parla italiano, nel campo “A:”), mettila nel campo “Bcc:” (o “Ccn:”), che starebbe per Blind carbon copy – in questo modo il messaggio arriverà a tutti quanti, ma nessuno potrà vedere l’indirizzo degli altri (magari nel campo “A:” metti te stesso).

Con questo sistema si protegge la privacy dei destinatari; e oltretutto si protegge anche il valore dell’indirizzario, nel senso che può essere che costituire la lista di indirizzi ti sia costato tempo e fatica e che tu non gradisca “regalarla” a chicchessia.