Archive for the ‘Comunicazione’ Category

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lunedì, gennaio 24th, 2011

Potrei scrivere un libro sulle interrogazioni ai motori di ricerca con cui gli utenti arrivano ai miei siti (me le ritrovo grazie ai programmi di statistica).
E magari qualche giorno lo scriverò.
Oggi riporto qui l’ultima che ho visto, avendola trovata particolarmente stimolante: “esercizi stimolanti con word“.
Che cosa avrà avuto in mente il nostro amico utente? avrà soddisfatto il suo desiderio?
Già che ci siamo, non resisto alla tentazione di una variazione sul tema di Excel:

  • come si fanno le percentuali con exel
  • imparare a fare grafici a torta con exelle
  • esercitazioni excell
  • calcolo consumi acqua excels
  • come si scrive una formula in excelles

La media delle medie

domenica, ottobre 3rd, 2010

Ritorno sul discorso delle percentuali degli utenti dei social networks, perché sollecitato da un’incauta osservazione.

Dice: va bene, 47% da una parte e 39% dall’altra non li puoi sommare facendo 86%, ma perché non hai detto che invece il valore corretto era 43%? [ che sarebbe (47+39) / 2 ]

Chi ci capisce, mi perdoni per questa chiacchierata: non solo sono convinto che tanti miei studenti ne abbiano bisogno, ma ricordo fior di laureati con lode dei miei tempi che ignoravano semplici proprietà delle medie (per una volta non sono laudator temporis acti).

Per spiegarmi, ricorro a un esempio.

Immaginiamo di avere 5 persone delle quali conosciamo l’altezza: sono alte rispettivamente 180, 175, 170, 165 e 160 centimetri.

Qual è l’altezza media? Sommo le cinque altezze, divido per 5 e ottengo 170. Corretto. [ con Excel o Calc mi basta usare la funzione MEDIA ]

Ora diciamo che quelle 5 persone sono un campione dei miei studenti, ragion per cui 1 è maschio e 4 sono femmine (più dell’80% sono femmine, con 5 persone non posso approssimare meglio di così…).

Diciamo anche che il maschio è alto 180 centimetri.

Allora l’altezza media dei maschi è banalmente 180 e quella delle femmine con qualche conticino mi risulta 167,5.

Se fosse buono il ragionamento del (47+39)/2, a questo punto potrei sommare l’altezza media degli uomini e quella delle donne e dividere per 2 per trovare l’altezza media di tutte e cinque le persone.

In realtà, se faccio (180+167,5)/2 ottengo 173,5 e non 170.

Come mai?

Perché sto facendo la media fra un uomo alto 180 e una donna alta quanto la media delle 4 nel campione. Ma una sola, mentre in realtà io di donne nel campione ne ho quattro. È per questo che in casi del genere bisognerebbe usare una media pesata, ossia considerare di più il valore associato a tanti elementi. Ossia basterebbe moltiplicare per 1 l’altezza 180 e per 4 l’altezza 167,5 e poi dividere per 1+4, cioè 5.

È lo stesso discorso che si fa quando si calcola la media degli esami e la si pesa in funzione dei cfu: a meno che la mia facoltà non abbia regole strane, se ho preso 30 in un esame da 5 cfu e 18 in uno da 10 cfu, la media non è (30+18)/2=24, ma (30*5+18*10)/(5+10)=22.

E allora, nel caso del 47 e 39 qual era la media corretta? Non saprei, non mi ricordo le dimensioni dei due campioni. Poteva anche essere davvero 43:se il numero di utenti intermittenti e di utenti frequenti era lo stesso, allora è corretto fare la media delle medie.

Buon compleanno Radio3

venerdì, ottobre 1st, 2010

Radio3 compie sessant’anni: buon compleanno e grazie di esistere!

Adolescenti su Facebook, due più due non fa sempre quattro

giovedì, settembre 30th, 2010

Copertina libro di Marco Lazzari e Marcella JaconoDunque, succede che il nostro lavoro sulla comunicazione degli adolescenti, Facebook, MSN eccetera è stato citato da Tu Style, settimanale femminile del Presidente Berlusconi (!).

In simili momenti di kudos mi torna sempre in mente il Sommo Poeta quando dice “I don’t want to achieve immortality through my work… I want to achieve it by not dying” (in originale perché non la so rendere in italiano in maniera sufficientemente efficace).

E però dice l’articolo:

“Secondo una ricerca appena uscita, a cura di Marco Lazzari, Alessandra De Fiori e Marcella Jacono Quarantino (Adolescenti tra piazze reali e piazze virtuali) l’86% dei ragazzi ha dato appuntamento a persone conosciute attraverso un social network”.

Giorno dopo giorno io mi rendo conto di perdere la memoria, ma una cifra del genere mi sorprende.

L’86%?! Guarda che è tanto, eh?

Controllando le nostre cifre scopro che scrivevamo: “il 47% dei frequenti e il 39% degli intermittenti asseriscono di essersi incontrati almeno una volta con persone conosciute online”

A parte che online non vuol dire necessariamente in un social network, ma ecco allora da dove viene l’86%: 47+39=86. Peccato che frequenti e intermittenti siano insiemi disgiunti.

Allora, tutti quelli che piombano qui pilotati da Google alla ricerca del calcolo delle percentuali (parte prima e parte seconda), si ricordino che i numeri sono oggetti da trattare con cautela (e rispetto).

[ comunque, grazie ]

Il campo Bcc (blind carbon copy), questo sconosciuto

sabato, agosto 28th, 2010

Scrivevo in Informatica umanistica:

“Il campo Bcc: (tradotto in italiano con Ccn – Copia carbone nascosta) viene anche sfruttato per impedire che ciascuno dei destinatari in esso contenuti venga a conoscere l’indirizzo degli altri o, se vogliamo, che l’indirizzo di ciascuno venga conosciuto da tutti gli altri: si tratta in questo caso di una politica di gestione dell’indirizzario volta a proteggere la privacy dei destinatari (o, vista dalla parte degli interessi del mittente, volta a tutelare il valore economico del suo indirizzario).”

Come tutti, ricevo molti messaggi di posta che mi sollecitano ad aderire a qualche nobile causa o compiere qualche opera buona e a far circolare il messaggio fra i miei amici; catene di Sant’Antonio che magari mi arrivano con allegato qualche Power Point di dolcissimi cagnolini abbandonati sulle autostrade, di gattini bonsai miniaturizzati vivi dentro a una bottiglia, di poveri fanciulli denutriti, di paradisi perduti o in via di sparizione, di teneri Giacomini sedotti e abbandonati.

Io forse ne ricevo più di altri, perché molti dei miei diecimila ex studenti mi hanno inserito nel novero dei paladini buoni per tutte le stagioni.

Se devo essere sincero, di solito butto senza neanche leggere: è assodato che nella maggioranza dei casi si tratta di bufale (controllare per esempio il sito antibufala di Paolo Attivissimo). E verificarne l’attendibilità mi costerebbe energie che preferisco convogliare verso nobili cause di mia scelta.

In ogni caso, messaggi del genere sono inevitabili. Quello che più che altro mi disturba, però, non è il contenuto, quanto la forma: di solito il messaggio è indirizzato a una lunga lista di destinatari, dei quali riesco a vedere l’indirizzo di mail. Dunque, altrettanto faranno loro con il mio.

Qual è il problema? Mi spiego: il mio indirizzo di mail è strapubblico e quindi chiunque lo può trovare in rete per poi scrivermi lettere anonime (vero?..) o propormi prodotti e servizi. Perciò, anche se aggiungi il mio indirizzo alla tua lista con la quale stai per diffondere la tua nobilissima causa, pazienza.

Però magari la tua amica Maria Rossi, con la quale sei in corrispondenza, non ha piacere che tutti conoscano il suo indirizzo. Magari semplicemente non ha piacere che capiscano che tu conosci il suo indirizzo (sei un tipo poco raccomandabile?).

Allora, falle questo piacere: invece di mettere la lunga lista di destinatari del tuo messaggio nel campo “To:” della mail (o, se il tuo programma di posta parla italiano, nel campo “A:”), mettila nel campo “Bcc:” (o “Ccn:”), che starebbe per Blind carbon copy – in questo modo il messaggio arriverà a tutti quanti, ma nessuno potrà vedere l’indirizzo degli altri (magari nel campo “A:” metti te stesso).

Con questo sistema si protegge la privacy dei destinatari; e oltretutto si protegge anche il valore dell’indirizzario, nel senso che può essere che costituire la lista di indirizzi ti sia costato tempo e fatica e che tu non gradisca “regalarla” a chicchessia.